- Cosa vuol dire davvero “auto incidentata”
- Targa e VIN: cosa portare e dove guardare
- Le migliori app/servizi 2025 (e come usarli insieme)
- Percorso operativo in 30 minuti: dal primo check al verdetto
- Cosa i report non dicono (e come cautelarti)
- Controlli visivi smart: quello che vede un carrozziere
- Controlli smart: quello che vede un meccanico
- Revisioni e chilometri: come interpretare lo storico
- Hai trovato dei segni di incidenti? Come negoziare bene
- Checklist finale pronta all’uso
- Conclusione
Quando compri un’auto usata, il timore più grande è quello di portarti a casa un problema mascherato da occasione. La buona notizia è che nel 2025 hai parecchi strumenti per scoprire se e quanto una macchina è stata incidentata. In questa guida ti porto passo passo dalle app più affidabili ai controlli “da carrozziere”, fino ai piccoli trucchi che fanno la differenza quando sei davanti all’auto con il venditore che ti guarda e aspetta che firmi.
Cosa vuol dire davvero “auto incidentata”
“Incidentata” non significa automaticamente da scartare. Esistono tre livelli pratici da controllare:
- Lieve: tamponamento da parcheggio, paraurti/para-fango riverniciato, fanale cambiato. Se la riparazione è fatta bene e le geometrie sono dritte, magari non è proprio il caso di preoccuparsi, d’altronde l’auto è usata.
- Media: pannelli sostituiti (cofano/porta/parafango), differenze di tonalità, giochi irregolari, viti smontate, supporti fari non originali. Va bene solo se il prezzo tiene conto del lavoro da fare per riportarla ad una situazione da te accettabile e se non ci sono problemi strutturali della scocca.
- Grave/strutturale: longheroni, torrette ammortizzatori, pianale, montanti, airbag esplosi. Qui la sicurezza viene prima di tutto ed anche se è stata fatta una “bella” riparazione, se la scocca, o l’avantreno e il retrotreno non sono più dritti, l’auto non avrà più la tenuta di strada e di certo sarà meno sicura di prima. Questo è dai più, considerato un problema no grazie… ammenoché l’auto non ti serve per andarci all’orto o non ci cammini a passo d’uomo. Io personalmente non comprerei una macchina con questi gravi problemi. Leggende metropolitane (m non troppo) raccontano di carrozzieri che saldano le parti buone di due macchine per farne una (non ci voglio nemmeno pensare).
Comunque sia, la prima cosa da fare è cercare di capire cosa è successo, come è stato riparato il danno e quanto impatta sulla sicurezza e sul valore del veicolo. Non serve diventare ispettori CSI: basta solo seguire una linea guida chiara e incrociare le prove.
Targa e VIN: cosa portare e dove guardare
Per partire servono due dati:
- Targa: in Italia con la targa dell’auto puoi risalire a quando è stata fatta la revisione e anche alcuni altri dati, come ad esempio la regione di residenza, la potenza e se è assicurata.
- VIN (numero di telaio, 17 caratteri alfanumerici che puoi leggere anche dall’esterno nella parte anteriore, subito sotto il parabrezza dell’auto): è importante per le ricerche più accurate, soprattutto se si tratta di auto d’importazione.
Dove trovi il VIN:
- Punzonato nel vano motore o sul pianale (lato passeggero),
- Punzonato sul pianale sotto il tappetino anteriore,
- Etichetta sul montante porta,
- Libretto di circolazione (voce E),
- A volte sui cristalli o su alcune targhette adesive.
Consiglio spicciolo: controlla che tutti i VIN visibili coincidano con quello sul libretto. Se però un pannello (es. lo sportello) è stato sostituito, non ci troverai l’etichetta del VIN perché il nuovo sportello non ce l’ha. L’importante è che coincidono i numeri sotto il parabrezza, sul motore, sotto i tappetini e sul libretto. Fai foto nitide a libretto, targhette e punzonatura.
Kit minimo da portare: smartphone, torcia, salviette (per leggere punzonature sporche), e se puoi un piccolo specchietto telescopico. Sì, sembrerai pignolo ma non ti preoccupare e prendilo come un complimento, perché i soldi tu glieli dai buoni e loro sono pignoli a volerli.
Le migliori app/servizi 2025 (e come usarli insieme)

Come muoverti senza buttare soldi:
- Vai sempre sul Portale dell’Automobilista (gratis) e controlla la coerenza dei km.
- Se l’auto ti interessa davvero, fai fare una visura a pagamento da un’agenzia di pratiche auto (o su carVertical o autoDNA). Se è importata o sospetta, aggiungi CARFAX.
- Usa Scanner Veicoli/Infotarga per confermare al volo targa/assicurazione durante la visita.
- Al volo puoi anche vedere se ci sono denunce a carico dell’auto direttamente sul sito del Ministero dell’Interno.
Percorso operativo in 30 minuti: dal primo check al verdetto
Prima di uscire di casa (5 minuti)
- Targa → Portale dell’Automobilista: scarica lo storico revisioni e segnati o stampa date e km.
- Cerca foto/annunci precedenti (a volte le trovi tramite titolo annuncio o targa).
Se l’auto supera il primo filtro (5 minuti)
- Fai un report VIN (carVertical/autoDNA). Salva o stampa il PDF. Guarda subito: eventuali sinistri, progressione km, foto storiche.
- Se l’auto è d’importazione, Aggiungi CARFAX.
Durante la visita (20 minuti cortesi ma seri)
- Confronta VIN fisici e a libretto.
- Fatti mostrare tagliandi e fatture (che spesso non sono disponibili, perché l’auto non è stata manutenuta da un meccanico professionista). Foto alle carte importanti.
- Controlli visivi mirati (vedi più avanti).
Alla fine, metti tutto in fila: se i puntini si uniscono, ok. Se mancano dei pezzi o emergono dei dubbi importanti, passa oltre senza sensi di colpa… perché tu i soldi glieli dai buoni e loro non hanno nessun senso di colpa a prenderseli.
Cosa i report non dicono (e come cautelarti)
I database non registrano ogni botta. Molti lavori di carrozzeria avvengono fuori dai circuiti assicurativi. Le foto storiche non sempre ci sono. E a volte le letture dei km in revisione hanno errori di inserimento. Insomma: i report sono utili, ma non sono l’oracolo. Basti pensare che fino al 2018, se la macchina aveva 300.000 km, li scalavano a 150.000 e poi facevano la revisione, lo storico non si vedeva e quindi pensavi di comprare un’auto da 150.000 km quando invece ne aveva il doppio. Dal 2018 è prevista la registrazione storica dei km e la puoi vedere sul portale dell’automobilista.
Come ti difendi:
- Doppio report: se il valore è alto o l’auto è di importazione.
- Controlli fisici: controlla la vernice, le viti, gli allineamenti degli sportelli e del cofano) e provla su strada.
- Documenti: tagliandi, eventuali perizie, fatture del meccanico e del carrozziere (controlla i dati e i km se sono coerenti con quelli delle visure).
- Scrivilo in proposta: il rivenditore deve dichiarare che “non ci sono danni strutturali” e il chilometraggio è conforme. Se è un professionista serio, non si offenderà (ricorda sempre che tu i soldi glieli dai sempre buoni e loro non si offendono a prenderseli).
Controlli visivi smart: quello che vede un carrozziere
Adesso arriviamo al pratico, dove bastano pochi semplici strumenti per capire se una verniciatura è “di fabbrica” o il pannello è stato riverniciato.
- Misuratore spessore vernice (spessimetro): cerca salti netti tra pannelli vicini. Se un tetto è da 110 µm e un parafango da 340 µm, quasi certamente sono stati riverniciati e/o stuccati.
- Torcia LED e specchietto telescopico: guarda le viti delle cerniere, dei cofani, i supporti dei fari, le staffe dei paraurti. La vernice scrostata sulla testa delle viti è un classico segno di smontaggio e rimontaggio.
- Endoscopio USB: perfetto per dare un’occhiata dietro i paraurti o nel bagagliaio vicino ai longheroni.
Dove posare l’occhio:
- Giochi e allineamenti di cofano, parafanghi, portiere, portellone: devono essere simmetrici e ben allineati (e quindi chiudersi ed aprirsi senza sforzo).
- Supporti fari: crepe, staffe incollate, marchi diversi destra/sinistra.
- Parabrezza/cristalli: loghi e date devono essere coerenti tra di loro e con l’immatricolazione dell’auto. Un lato 2021 e l’altro 2017? C’è stata almeno una sostituzione.
- Targhette e VIN: font strani, adesivi freschi o mal centrati, riverniciature “a bordo” della targhetta.
- Vano ruota di scorta e pianale: ondulazioni, punti di saldatura “recenti”, sigillanti irregolari.
- Passaruota: Di certo l’auto in vendita è stata ripulita, ma se in precedenza è stata usata sullo sterrato o bistrattata sulle strade normali, magari ha fatto più km di quelli che ti vogliono far credere, dai un’occhiata come sono messi i passaruota: se stanno bene è un buon segno, altrimenti approfondisci ancora di più i controlli, magari su chi era il precedente proprietario, che età aveva, che tipo di lavoro e hobby aveva, così riesci a capire meglio anche il suo stile di guida e i possibili problemi in cui è incappato.
- Airbag: in accensione la spia deve accendersi e poi spegnersi. Plastica del cruscotto tagliata male = brutto segno per gli airbag.
- Pneumatici: usura a dente di sega o su un solo lato = convergenza da fare oppure il telaio o l’avantreno (o il retrotreno) sono storti.
- Ammortizzatori: per controllare gli ammortizzatori, l’avantreno e quindi la tenuta di strada dell’auto, è bene chiedere di provare l’auto su strada e quando ci sei, vai su una strada larga, meglio a due corsie, procedendo a 50 km/h circa, controlla di non avere altri veicoli intorno e sterza cambiando velocemente corsia (senza esagerare però: sicurezza innanzitutto). Se vedi che l’auto si comporta bene, aumenta la velocità a 70 km/h e fai la stessa cosa (ma in modo meno repentino e più morbido, sempre per la sicurezza), se anche stavolta l’auto è ben stabile la probabilità che sia stata incidentata si abbassa. Se invece vedi che non è stabile a quella velocità, figuriamoci se vai più veloce; in questo caso c’è qualcosa che non quadra ed è necessario approfondire meglio i controlli oppure lasciar andare.
Nota Bene che: Quando fai velocemente il cambio di corsia, è normale che più aumenti la velocità, minore è stabile l’auto e maggiore è il rischio di sbandare; quindi, fai questa prova solo se ti senti totalmente sicuro, altrimenti falla provare al tuo meccanico. - Rotatoria: fatta la prova della corsia, imbocca una rotatoria (a velocità adeguata mi raccomando: ricorda che la sicurezza arriva prima di tutto) impostando la traiettoria per fare il giro completo, mano a mano che evolve la rotatoria, vedi se l’auto è stabile o tende ad uscire troppo. Se è stabile è ok, ma se tende ad andare troppo verso l’esterno della rotatoria gli ammortizzatori sono da rivedere. Anche in questo caso se non ti senti totalmente sicuro, fallo fare al tuo meccanico di fiducia.
- Sterzo: vai su una strada dritta, controlla di non avere altri veicoli intorno, mettiti a circa 60 km/h con una marcia in modo di stare a circa 3000 giri, centra lo sterzo e lascialo (la macchina dovrebbe andare dritta), adesso accelera. Tenendo conto delle eventuali buche e inclinazioni della strada, se l’auto rimane abbastanza dritta l’avantreno è ok, se invece tende ad andare molto verso un lato significa che bisogna almeno controllare la convergenza.
Strumenti utili (link informativi):
se non li hai già, qui di seguito elenco alcuni oggetti utili eventualmente ne avessi bisogno:
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Controlli smart: quello che vede un meccanico
Lo so non è esattamente questione di questo articolo in cui parlo della carrozzeria incidentata, ma non posso non menzionare qualche controllo da fare per esaminare la parte relativa al motore. Sarei incompleto altrimenti.
Vediamo quindi alcuni semplici controlli da fare (non tutti, non è questo l’articolo), non sulla carrozzeria ma lato motore.
- Freni: vai su una strada abbastanza larga, procedi a circa 70 km/h, controlla che non ci siano altri veicoli dietro, fai una frenata leggera per capire come risponde l’auto e se i freni fischiano, poi torna a 70 km/h e frena con un’intensità media. Se noti che la frenata è lineare, fluida e potente, allora va bene, ma se noti delle vibrazioni o se vedi che l’auto tende a sversare, significa che ci sono dei problemi che potrebbero essere dovuti ai dischi deformati o una pressione del liquido non uniforme in tutto l’impianto (e quindi una parte frena di più dell’altra). In queto caso chiedi di fare una revisione completa all’impinto frenante (forse sembrerò strano, ma io dico che la parte più importante dell’auto sono i freni).
- Frizione: In genere la frizione originale dura dai 200.000 ai 300.000 km a seconda di come guidi. Per controllare se è ancora in buone condizioni, chiedi di fare un giro e quando parti metti la seconda o la terza marcia al posto della prima, accelera un po’ e tira su la frizione piano in modo che se è usurata riesca a slittare, adesso prova a partire. Se il motore si spegne la frizione va ancora bene, se invece senti che aumentano un po’ i giri prima di spegnersi, la frizione è quasi da cambiare. Se ti dovessero chiedere il motivo per non sei partito di prima, puoi sempre dire che ti sei sbagliato perché sei abituato col cambio automatico. Poi prova anche ad andare su una salita tipo un cavalcavia procedendo di terza o di seconda a velocità moderata, ad esempio a 30/50 km/h in modo che il motore sia a regimi medi (es. 2500/3000 giri), quando sei a metà salita affonda il gas. Se il motore aumenta i giri troppo in fretta e l’auto non accelera, la frizione è praticamente da sostituire, se invece l’aumentare dei giri è coerente con l’aumentare della velocità del veicolo, allora va bene.
- Cinghia dei servizi: appena accesa, quando l’auto è ancora fredda, prova a dare una accelerata, se la cinta dei servizi è usurata striderà (hai presente quando molti accendono la macchina d’inverno la mattina presto quando è umido?…).
- Cinta/Catena di distribuzione: la distribuzione si fa a cadenza e per sapere se è da fare la prima cosa da fare è controllare quando sono stati fatti i tagliandi. Un meccanico la potrebbe vedere anche aprendo il carter ma non è così semplice farlo quando l’auto ancora non è la tua. Per quanto riguarda la catena, molti pensano che essendo in metallo non c’è bisogno di farla ma non è così, soprattutto nelle auto più commerciali come, ad esempio, la Ypsilon 1.3 multijet 75cv seconda generazione. È bene sempre farla controllare da un meccanico a seconda della cadenza che indica la casa madre. La catena a differenza della cinta può fare dei tintinnii a freddo quando è quasi ora di cambiarla. Nel dubbio senti il tuo meccanico.
- Tagliando: il concessionario che ti vende un’auto usata deve darti la garanzia di un anno sul prodotto, il quale deve essere conforme al codice della strada per poter circolare; quindi, deve avere tutti i documenti a posto, ma deve anche essere sicuro e quindi deve frenare, l’inquinamento deve rientrare nella sua classe di emissioni, non deve produrre rumori molesti e deve anche marciare correttamente. E per farlo il concessionario dovrebbe eseguire un tagliando completo prima di consegnarti l’automobile. Dico dovrebbe perché molti mariuoli non lo fanno (nella mia vecchia classe A, quando ho fatto io il mio primo tagliando ho scoperto che c’èra ancora il filtro dell’aria originale di fabbrica). Quindi fatti dare anche l’attestazione e la fattura del tagliando fatto prima di consegnartela.
In questa breve sezione ho voluto fare qualche esempio per completezza, ma prometto che ne farò uno più completo. Adesso torniamo al nostro argomento principale….
Revisioni e chilometri: come interpretare lo storico
Dal 2018 in poi i chilometri annotati in sede di revisione sono diventati un’informazione preziosissima, perché sono tutti registrati cronologicamente, e questa cosa di fatto impedisce ai furbetti di scalare il contachilometri per spillarti più soldi del dovuto. Ecco come e dove leggerli:
- Progressione crescente: se lo storico dei km cresce senza “scalini” → allora va bene.
- Piccoli scarti: possono essere errori di digitazione di chi ha fatto la revisione che ha sbagliato ad inserire le cifre (magari ha scritto 165322 invece che 163522): verifica con i tagliandi e le relative fatture. Ma non è grave, ci può stare.
- Se i Km calano invece di salire: se leggendo sul report del portale dell’automobilista vedi che i km scendono tra una revisione e quella successiva (es.: da 210.000 km del 2021 a 165.000 km del 2023), significa che il vecchio proprietario (o lo stesso concessionario) ha scalato i km per vendere l’auto ad un prezzo più alto. È bene comunque verificare con tutti i documenti prima di accusare qualcuno (perché potrebbe essere solo un grosso errore di battitura): controlla dalla scheda di vendita alle fatture dei tagliandi, ma se la cosa è fondata, in questo caso le cose da fare sono due: o abbandoni la trattativa e cerchi un’altra automobile, oppure chiedi l’adeguamento del prezzo ai km reali, ricordando al venditore che “scalare” i km di un’automobile costituisce il reato penale di truffa contrattuale (Corte di Cassazione – Sez. II Pen. – Sent. n. 25283 del 26/06/2024).
- Sulle auto importate, incrocia i dati prima dell’arrivo in Italia con una ricerca a livello internazionale (CARFAX/autoDNA/carVertical).
Se sei in dubbio, chiedi una perizia a una carrozzeria di tua fiducia: quei 50–100 € a volte te ne salvano migliaia. Qui sotto ti propongo la tabella di ricerca delle revisioni fatte della mia automobile presa sul portale dell’automobilista, come vedi mano mano che passa il tempo aumentano i km alla revisione e così dev’èsserre.

Hai trovato dei segni di incidenti? Come negoziare bene
Se la riparazione è non strutturale ed è ben eseguita, non è la fine del mondo. Il punto è trasparenza + prezzo:
- Chiedi le fatture dei lavori (data, km, VIN, ricambi utilizzati).
- Fai mettere per iscritto che non risultano danni strutturali e che il chilometraggio è conforme ai documenti.
- Usa i dati raccolti (report, foto, misurazioni) per chiedere uno sconto. Non fare battaglie: cerca un accordo onesto. Se non si trova, lascia perdere con un sorriso e cerca altrove.
Se invece emerge che la scocca è compromessa, gli airbag esplosi, le saldature rovinate e arrugginite il pianale o le portiere sono storte, il miglior affare è non comprare. Anche in questo caso cerca altrove.
Checklist finale pronta all’uso
Stampa o salva questa lista sul telefono e spunta tutto durante la visita:

Conclusione
Comprare un’auto usata senza farsi prendere dai patemi d’animo è oggi possibile, basta non avere fretta, avere buon occhio, fare delle ricerche incrociando i dati e fare alcune prove pratiche sul campo. Guarda l’auto come farebbe un carrozziere e se tutto è coerente, hai trovato la tua macchina. Se invece qualcosa stona o addirittura vedi problemi con la scocca o il pianale storto, lascia perdere e cerca altrove, ti sei appena risparmiato un bel grattacapo travestito da affare. Quando è un’auto importante e ti interessa d’avvero, fai fare una visura e chiedi di periziarla ad un carrozziere di tua fiducia. Inoltre fatti dare l’attestazione e la fattura del tagliando eseguito.
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FAQ
Posso scoprire tutto solo con la targa?
No. Con la targa fai controlli molto utili (revisioni, assicurazione, furto), ma per sapere se ci sono stati dei sinistri e fare storici completi ti serve quasi sempre una visura con il VIN.
Perché comparare due report?
Perché i database non sono identici. Un secondo report spesso fa emergere foto, letture dei km o segnalazioni che l’altro non ha.
Un parafango riverniciato è un problema?
Dipende dalla qualità del lavoro fatto ed il prezzo di vendita richiesto. Se le geometrie sono dritte (cioè il pianale è dritto), la cosa può anche andar bene.
L’app dice “nessun sinistro”: mi fido?
Significa che non ci sono stati sinistri registrati, ma non è detto che sia la verità assoluta. Fai comunque dei controlli visivi e verifica i documenti.
E se l’auto arriva dall’estero?
Fai delle ricerche attraversi dei report internazionali (CARFAX, autoDNA, carVertical) e controlla date, letture dei km, ed eventuali vendite precedenti.



